Quarto spazio: La storia di Aya Ashour, cooperatrice umanitaria e giovane donna di Gaza (a cura di Tiziana de Rogatis)
Titolo
- Quarto spazio: La storia di Aya Ashour, cooperatrice umanitaria e giovane donna di Gaza (a cura di Tiziana de Rogatis)
Descrizione progetto
Questo quarto spazio contiene un reportage in lingua inglese della giornalista, cooperatrice umanitaria e ricercatrice palestinese Aya Ashour. Si tratta di un contributo originale, creato appositamente per questo archivio, sulla sua esperienza di cooperatrice umanitaria e di giovane donna di Gaza durante il genocidio. Il reportage di Ashour porta al nostro archivio il prezioso punto di vista di una persona coinvolta quindi a tutti i livelli in un contesto diasporico interno dalla più estrema intensità traumatica. La condizione della Striscia di Gaza è infatti quella di uno sfollamento continuo e forzato dei civili inermi nelle varie parti della Striscia, a opera dell’esercito israeliano. Al tempo stesso, il reportage di Ashour mostra come la possibilità di raccontare, attraverso le proprie parole e la propria pratica delle attività umanitarie con donne e bambini di Gaza, abbia un enorme potere riparativo.
Il titolo del reportage è:
Archive of Fragile Life in Gaza (2023-2025): Attempts at Healing and Survival as a Humanitarian Cooperator and as a Gazawi Young Woman
Traduzione del titolo:
Archivio della vita fragile a Gaza (2023-2025). Tentativi di guarigione e sopravvivenza come cooperatrice umanitaria e come giovane donna di Gaza
Qui di seguito forniamo alcune notizie sull’autrice
Aya Ashour è nata a Gaza nel 2001. Attualmente è ricercatrice presso l'Università per Stranieri di Siena, dove lavora a un progetto sul trauma dello sfollamento forzato subito dalle donne durante il genocidio di Gaza. Unisce la ricerca accademica alla sua vasta esperienza sul campo per analizzare l'impatto psicologico, sociale e umano dello sfollamento.
Aya Ashour è anche giornalista e operatrice umanitaria e di protezione proveniente da Gaza, in Palestina. Si è laureata in Giurisprudenza con una specializzazione in diritto internazionale e ha concentrato il suo lavoro accademico e professionale sulle questioni relative ai diritti umani, in particolare sui diritti delle donne e dei bambini in contesti di conflitto.
Durante il genocidio di Gaza e fino alla sua partenza per l’Italia (2023-2025), ha lavorato in prima linea nella cooperazione umanitaria, impegnandosi in diversi settori tra cui la protezione, il supporto psicosociale, l’istruzione in situazioni di emergenza e in relazione a programmi di lotta alla malnutrizione. La sua esperienza sul campo l'ha portata ad assumere ruoli di leadership, dove ha supervisionato team multidisciplinari e contribuito allo sviluppo di interventi umanitari rivolti ai gruppi più vulnerabili, in particolare donne e bambini nei rifugi e nei campi profughi.
Ha inoltre documentato l'esperienza umana della guerra attraverso i suoi articoli giornalistici per il quotidiano italiano Il Fatto Quotidiano, grazie ai quali ha messo in luce storie individuali e ha evidenziato le intersezioni tra la sofferenza quotidiana e le più ampie realtà politiche e umanitarie, dando voce a esperienze vissute spesso assenti dalle narrazioni dominanti.
Il lavoro di Aya Ashour unisce analisi giuridica, esperienza sul campo e narrazione incentrata sulla persona. Attraverso i suoi scritti e le sue ricerche, cerca di riformulare le questioni relative alla giustizia, alla protezione e al ruolo degli attori locali nella risposta umanitaria. È stata riconosciuta da diversi forum internazionali per il suo impegno nel dare voce alle donne palestinesi durante il genocidio.
