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2020-05-04_16-47-05

Tipologia Post

Datazione

Data (estremo remoto)
04/05/2020
Data (estremo recente)
04/05/2020

Titolo

2020-05-04_16-47-05

Didascalia

Sono passati pochi giorni dall'1 maggio, Festa del Lavoro giornata ideale per fare il punto sulle questioni lavorative.
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Adele Bei si iscrive al PCI nel 1925, riparata in Francia è arrestata nel 1933 durante uno dei rientri clandestini in Italia e condannata dal Tribunale speciale a 18 anni di reclusione ne sconta dieci nel carcere femminile di Perugia. Nel 1943 entra nella Resistenza romana col compito di organizzare le masse femminili e i giovani e con compiti di collegamento con la formazione che operava sui monti della Tolfa. .
Dopo la Liberazione sarà l'unica donna a far parte della Consulta nazionale su designazione della Cgil di cui è una delle responsabili della Commissione femminile nazionale. Eletta all'Assemblea costituente nelle liste del PCI, nella I legislatura è senatrice di diritto per meriti antifascisti (unica donna).
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Deputata fino al 1963, si è sempre occupata dei problemi delle lavoratrici. Nel 1951 diventa la responsabile del Sindacato nazionale tabacchine, e successivamente segretaria generale. Sarà anche presidente dell'Associazione nazionale delle donne contadine. .
Quando con il decreto governativo del 4 agosto 1945 vengono licenziate 4.000 avventizie delle Ferrovie dello Stato per far posto ai reduci Adele Bei si mette a capo della protesta delle lavoratrici, e il licenziamento viene ritirato, anche se per i reduci sono riservati per il biennio successivo il 50% delle assunzioni private e pubbliche, penalizzando quindi le donne. E durante il Congresso della CGIL alla presentazione della Carta delle lavoratrici che impegna la Camera del Lavoro a difendere il diritto al lavoro delle donne, controllare che fossero abolite le discriminazioni nei concorsi, tutelare le fasce deboli del mercato del lavoro e affermare il principio “ a lavoro uguale, uguale retribuzione” Adele Bei rimprovera a Giuseppe Di Vittorio di aver omesso, nella relazione introduttiva, il “problema femminile”. Dice di essere la portavoce di 5 milioni di lavoratrici che le hanno dato il mandato di rappresentarle e insiste sull'utilizzo del linguaggio di genere e sulla presenza di donne negli organi dirigenziali!
 

Data del post

04-05-2020 - 04-05-2020

Hashtag

#linguaggiodigenere