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2022-03-11_11-00-33

Tipologia Post

Datazione

Data (estremo remoto)
11/03/2022
Data (estremo recente)
11/03/2022

Titolo

2022-03-11_11-00-33

Didascalia

? Oggi condividiamo con voi l'ottavo appuntamento sul linguaggio inclusivo.

??‍? Questa volta vi parliamo del linguaggio da adoperare e degli accorgimenti da adottare per usare in modo inclusivo la lingua italiana.

#SISM #SISMSassari #linguaggioinclusivo #linguaggiosensibile #italianoinclusivo

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Data del post

11-03-2022 - 11-03-2022

Trascrizione

LINGUAGGIO 
INCLUSIVO
Italiano
inclusivo

Segretariato
Italiano
Studenti
Medicina

INTRODUZIONE

La lingua italiana, così come tante altre, è una lingua
androcentrica. Questo significa che quando si parla di
persone il cui genere è sconosciuto o di un gruppo di
persone di diversi generi, si fa uso del maschile
sovraesteso, come se il maschile fosse neutro.

In realtà purtroppo nella lingua italiana
non esiste il genere neutro e l'utilizzo del
maschile sovraesteso va così a
rafforzare gli stereotipi di genere,
penalizzando le donne, ed escludendo
completamente le persone non
binarie.

INTRODUZIONE

Fortunatamente però le lingue sono strumenti di chi le
parla e possono evolvere nel tempo, per questo negli
anni sono nate diverse alternative per rappresentare il
genere neutro.

Queste non appartengono tutte alla 
grammatica italiana, e non vengono
imposte a nessuno.
Sono delle soluzioni che possono
essere utilizzate da chi ha a cuore le
persone con cui si interfaccia e la
sensibilità linguistica.

ALTERNATIVE

PARAFRASARE/RADDOPPIARE/ALTERNARE
Le soluzione più intuitive sono anche quella che tengono conto
della correttezza grammaticale, e prevedono l'utilizzo di
parafrasi per evitare di esprimere un genere.

Sostituire i verbi che utilizzano l'ausiliare essere con quelli che
utilizzano l’ausiliare avere:

"Siamo stati a Roma per le vacanze."->  "Abbiamo trascorso le vacanze a Roma."

Utilizzare parole singolari neutre, o parole che esprimono una
collettività:

"i professori" -> "Il corpo docente"

“Persona”
 

ALTERNATIVE

Utilizzare le alternanze:
"I pazienti"—> "I/Le pazienti" o "I pazienti e le pazienti"

CONTRO: questa soluzione non prevede comunque l'inclusione
di persone che non si riconoscono nel binarismo di genere.

Alternare gli articoli maschili e femminili in un discorso:

PRO: questo approccio rende più scorrevole un testo lungo.
CONTRO: può anche renderlo più caotico.

Dove possibile, utilizzare la
seconda persona singolare anzi
che la terza, per non dover
specificare il genere della
persona cui ci si riferisce.

ERNATIVE

L'asterisco (*): va bene per riferirsi a persone di
cui non si conosce il genere, a persone non
binarie, e gruppi di persone. E facile da scrivere,
ma non può essere reso ne parlato. Inoltre non
permette di distinguere singolare e plurale.

Desinenze come le lettere U, Y e X, la
chiocciola (@), o il trattino (-), esistono ma 
sono meno utilizzate e non offrono gli stessi 
vantaggi delle altre precedenti.

ERNATIVE

Lo schwa (singolare ə, plurale 3): è il simbolo
fonetico che indica la vocale centrale
neutra. Va bene per riferirsi a persone di cui
non si conosce il genere, a persone non
binarie, e gruppi di persone.
è facile da scrivere (ormai molto diffuso nelle
tastiere) e rendere nel parlato (si pronuncia
come 'mammətə/).
Permette di distinguere singolare e plurale.


 

Hashtag

#SISM #SISMSassari #linguaggioinclusivo #linguaggiosensibile #italianoinclusivo