2020-10-04_11-56-57
Datazione
- Data (estremo remoto)
- 04/10/2020
- Data (estremo recente)
- 04/10/2020
Titolo
- 2020-10-04_11-56-57
Didascalia
Mi è sembrato di vedere una schwa…
Sarà stato uno schwarione? Mi sono teletrasportato a Baku? A ragà… che dovemo fa’?
A seguito del recente dibattito sulle strategie per superare il sessismo linguistico nell’italiano (il maschile sovraesteso), sicuramente avrete già iniziato a imbattervi in testi online in cui appaiono delle scevà al singolare (ə, ad esempio: unə ragazzə allegrə) e al plurale (ɜ).
Ora mi rivolgo aglɜ amicɜ che, come me, lavorano quotidianamente con la lingua italiana: ragazzɜ, come dovremmo comportarci?
Non dire nulla ai nostri clienti perché sono proposte non ancora recepite dalle grammatiche? Accennare che esiste questa nuova tendenza e far decidere a loro se abbracciarla o meno? Dirlo se crediamo personalmente nella causa e, invece, far finta di nulla se pensiamo che sia una soluzione schwantaggiosa? Comunicarlo solo se potrebbe essere conveniente al tipo di cliente con cui abbiamo a che fare (sto pensando ‒ che ne so ‒ al sito di un marchio commerciale rivolto a un pubblico giovane, attento alle diversità, etc.)?
Grazie alla collega Elena Feriani per la segnalazione (il sito è quello di Mubi, grazie anche a loro per essere inclusivi).
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Data del post
- 04-10-2020 - 04-10-2020
Trascrizione
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Hashtag
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