2022-02-23_17-00-12
Datazione
- Data (estremo remoto)
- 23/02/2022
- Data (estremo recente)
- 23/02/2022
Titolo
- 2022-02-23_17-00-12
Didascalia
Il genere linguistico: una riflessione sul dialetto napoletano, cool nel rispetto del genere (di quello femminile, evidentemente, perché il genere maschile non si è mai fatto mancare nulla). ? ?
Lo schwa (o la schwa) c'è da sempre in napoletano!??A cura di @italianacontemporanea
Grafiche di @elisstrano#deltasciencetutoring #newwaysoflearnig
#generelinguistico #pluralemaschile #schwa
Data del post
- 23-02-2022 - 23-02-2022
Trascrizione
PISCOLOGIA
VEDI NAPOLI E POI SCHWA...Per riflettere sul tema di una
lingua rispettosa del genere - di
quello femminile,
evidentemente, perché il
genere maschile non si è mai
fatto mancare nulla in
proposito.Per fare questo ci serviamo di
qualche spunto.
anzitutto...
Anzitutto: i maschili plurali
QUELLI SONO IL PROBLEMA!perché la regola in italiano è che
in presenza di nomi femminili e
maschili la concordanza si fa
sempre al maschile, cancellando
il femminile.
Fateci caso:
Lucia e Carla sono andate
alla manifestazione di
protestaLucia e Carlo sono andate
al supermercatoLucia e Carlo sono partiti ieri
per la montagnae cosi via....
Dunque come regolarci?
Per evitare il maschile inclusivo,
che fagocita cioè il femminile, si
può usare lo schwa, un segno
che viene dall'ebraico.Vera Gheno, sociolinguista del
momento, esalta le potenzialità
dello schwa perché, spiega, è un
suono pronunciabile, indistinto
per i generi indistinti, è
sperimentale, non stona in un
testo.
Gianluca Nativo propone
allora una riflessione non
sull'ebraico, ma sul dialetto
napoletano.Con il napoletano il
problema dei plurali
maschili sovraestesi è
risolto. «Bona sera a tutto
quante».La morfologia del dialetto
napoletano è costituita
dalla quasi totale assenza
delle vocali finali, di solito
sostituite da un suono
indistinto, registrato
nell'IPA (alfabeto fonetico
internazionale) proprio
con la trascrizione fonetica
dello schwa.
«Avevo sempre detestato del
dialetto l’assenza delle finali quel
loro perdersi in un suono
indistinto. Mio padre, che so,
strillava con mia Madre - addo
cazzə si ghiute accussi'
mpennacchiates?-, e le parole
gelose si slanciavano da lui a lei
cercando di colpirla con z, con t,
che annaspavano senza vocale,
denti che volevano azzannare e
invece mordevano ferocemente
solo aria».
Ed ecco che all'improvviso, il
fonema che ti ha perseguitato per
una vita, diventa sperimentazione
linguistica, esempio virtuoso
dell'italiano standard del futuroInsomma, qualunque cosa ne
pensi la Crusca, il napoletano non
è mai stato cosi cool.
Sarà il caso allora di farsi avanti? di
ribaltare la storia culturale del Paese? di
diventare per una volta lo standard e
non l'eccezione? far convivere
finalmente tutte le divergenze a suon di
mandolino e bocche aperte?.Il corsivo di Gianluca Nativo si trova qui
www. italianacontemporanea.org/vedi-napoli-e-poi-
schwa/
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