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2023-01-16_12-40-43

Tipologia Post

Datazione

Data (estremo remoto)
16/01/2023
Data (estremo recente)
16/01/2023

Titolo

2023-01-16_12-40-43

Didascalia

Mancano meno di tre mesi alla terza edizione di Mind The Gap, ma la voglia di discutere intorno al mondo che abitiamo è già tantissima. Così parte oggi #mindthewords, che raccoglie citazioni e idee di chi dal festival è passat3.

Nelle scorse edizioni abbiamo fatto luce con Vera Gheno sul legame che intercorre tra società e lingua. Intorno ai femminili professionali ruota una discussione confusa che necessita di chiarezza per evitare barricate il cui risultato è l’incomunicabilità.

Il primo passo è sfatare il mito che declina il dibattito come “recente”. Prova dei quasi 40 anni di discussione sul tema in Italia è il documento “Il sessismo nella lingua italiana” del 1986-87, che porta la firma di Alma Sabatini per la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Commissione Nazionale per la Parità e le Pari Opportunità tra uomo e donna.

Il secondo passo concerne l’accusa di “futilità” mossa ai femminili professionali, che sarebbero una “storpiatura” della lingua italiana, la cui “purezza” va grammaticalmente
difesa - “assessora suona male!” sentiamo dire.

Ma davvero è “solo” una questione linguistica? A ben guardare l’odio linguistico emerge intorno a quelle cariche di potere un tempo precluse alle donne in virtù del ruolo “ancillare” imposto loro dalla società patriarcale. Se nessuno si riferirebbe a un’insegnante con il termine “maestro”, guai a dire “ministra” o “sindaca”. Questi vocaboli appaiono “nuovi” perché l’assenza di donne dai luoghi di gestione del potere non ne ha per molto tempo reso necessario l’impiego.

L’ostilità verso i femminili professionali ha dunque radici sociali. Pensare che il linguaggio sia immutabile corrisponde a figurarsi una realtà che fa altrettanto, rimanendo la stessa con il trascorrere delle generazioni.

Citazione e riflessione arrivano da V. Gheno, “Femminili Singolari. Il femminismo è nelle parole”, effequ, Firenze, 2019.

Vera Gheno è sociolinguista, saggista, scrittrice e traduttrice dall’ungherese.

? @a_wandering_sociolinguist

#mindthegap #femminismointersezionale #veragheno #femminilisingolari #linguaggio #femminiliprofessionali
 

Data del post

16-01-2023 - 16-01-2023

Trascrizione

MIND 
THE GAP 
STORIE SOVRAPPOSTE
Festival di femminismo intersezionale
Torino


"Se solo qualche fiero oppositore della
questione mi spiegasse perché tintora, tessitrice,
operaia o maestra non sarebbero femminili
ideologici, mentre ministra, deputata, ingegnera
o assessora sì, ne sarei ben felice. Di solito, l'unica
spiegazione data è che i primi "esistono da
sempre", mentre i secondi no. Nemmeno
questo è vero: i vari femminili [...] esistono tutti da
un preciso momento: da quando quella parola
ha iniziato a servire perché nella realtà era
comparsa la persona da indicare con essa."

Vera Gheno
"Femminili Singolari. Il femminismo è nelle parole"
 

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