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2020-08-13_18-13-54

Tipologia Post

Datazione

Data (estremo remoto)
13/09/2020
Data (estremo recente)
13/09/2020

Titolo

2020-08-13_18-13-54

Didascalia

Cosa pensate dei femminili professionali? Nomi come ‘architetta’, ‘sindaca’, ‘assessora’? 
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Il nocciolo della questione è questo, «ciò che non viene nominato tende ad essere meno visibile agli occhi delle persone. In questo senso, chiamare le donne che fanno un certo lavoro non è un semplice capriccio, ma un riconoscimento della loro esistenza, dalla camionista alla minatrice, dalla giardiniera alla sindaca. E pazienza se ad alcuni le parole ‘suonano male’: ci si può abituare. (…) Con la lingua esprimiamo il nostro pensiero».

Nel tempo, la sensibilità sociale nei confronti delle questioni di genere è cambiata ed è giusto che la lingua ne tenga conto. Cariche e professioni che prima erano inaccessibili alle donne, ora invece lo sono. «Perchè sindaca sarebbe sbagliato, laddove esistono cariche femminili per le quali non c’è alcun dubbio, come regina o imperatrice?» si chiede l’autrice. E aggiunge, punzecchiando, «Ce la immaginiamo Vittoria d’Inghilterra a farsi chiamare re?». Introdurre i femminili professionali nella lingua non è «frutto di complotto di poteri forti» ma segno dei tempi che cambiano e indice di una lingua in salute che si evolve e accetta il mutamento della realtà, come «sistema organico, in movimento, vivo». D’altronde, diceva qualcuno tanti anni fa, nomina sunt consequentia rerum, e se esistono ministre e sindache, perchè chiamarle sindaco e ministro? 
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L’intento di Gheno non è plagiare né convincere, ma esporre delle tesi argomentate più che egregiamente e mettere a disposizione le proprie conoscenze, in estrema sintesi e con grande pacatezza. E forse proprio per questo cattura in maniera folgorante l’attenzione di chi ha voglia di leggerla. Gheno si propone di «smontare le obiezioni mosse, prendendo comunque sul serio il dissenso, ignorando la parte offensiva e rispondendo nel merito, in modo da rimanere sempre sull’argomento». In questo senso, il testo è una sorta di «tribunale della lingua»in cui vengono esposte tesi e antitesi, opinioni e confutazioni scientifiche, oggettive: al lettore la scelta, che alla fine non è poi così tanto ardua. 
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Sul blog ve ne parlo meglio... Grazie @effequ_ed ! ❤️
 

Data del post

13-09-2020 - 13-09-2020

Hashtag

#femminiliprofessionali