Rèpaci, Leonida
Nome completo
- Rèpaci, Leonida
Nome
- Nome
- Leonida
- Cognome
- Rèpaci
Date di nascita e morte
- Data di nascita
- 05/04/1898
- Data di morte
- 19/07/1985
Biografia
Fondatore del premio Viareggio e membro della commissione dal 1929 al 1934.
Nato a Palmi, in Calabria, Leondia Répaci venne mandato a dieci anni a Torino, presso il fratello maggiore. Sotto la sua influenza abbracciò le idee socialiste. Fu vicino a Pietro Gobetti e Antonio Gramsci e scrisse articoli di critica letteraria su «Ordine nuovo» e poi su «L’Unità». Nel 1921 seguì Gramsci nel partito comunista e si trasferì a Milano. Pubblicò il primo romanzo, L’ultimo cireneo, nel 1923, a cui seguirono diverse opere teatrali. Nel 1924, affrontò Galeazzo Ciano in duello per un litigio riguardo ad un’attrice che recitava in una delle pièces di Répaci.
Ostile al regime, si candidò nelle liste del partito comunista nel 1924. L’anno dopo fu incarcerato per alcuni mesi in seguito a uno scontro con dei fascisti avvenuto a Palmi, in Calabria. Durante una processione popolare, Répaci aveva cercato di impedire che i partecipanti fossero costretti dai fascisti a cantare Giovinezza. Era scattata una violenta rissa e Répaci era stato arrestato con una trentina di persone per complotto contro lo Stato, ma liberato dopo sette mesi per assenza di prove. Poco dopo, aveva informato la direzione del PCI del suo desiderio di abbandonare la lotta politica attiva per concentrarsi sulla letteratura, il che aveva avvalorato la tesi di uno scarceramento ottenuto grazie all’intervento di alcuni gerarchi, dato che altri suoi coimputati erano stati invece rinviati a giudizio del Tribunale speciale. A partire dal 1929 collaborò alla rivista «Fiera letteraria», sulla quale pubblicò novelle e racconti. Grazie all’attività giornalistica strinse amicizie negli ambienti culturali di Milano e in particolare con il gruppo di intellettuali che organizzava il premio letterario Bagutta. Nel 1929 sposò la fiorentina Albertina Antonielli, il cui padre aveva appena acquisito l’albergo Margherita a Viareggio, dove prese quindi l’abitudine di trascorrere il periodo estivo. Lo stesso anno fondò con Carlo Salsa e Alberto Colantuoni il premio Viareggio di cui rimase commissario fino al 1934, quando fu estromesso dalla giuria perché non tesserato. Negli anni trenta pubblicò diversi libri, tra cui il ciclo romanzesco dei Fratelli Rupe, ispirato alla storia della sua famiglia. Il primo volume, I fratelli Rupe, vinse il premio Bagutta nel 1932. Nonostante Répaci avesse provato ad ottenere i voti di diversi commissari, il terzo volume – Passione dei fratelli Rupe – non riuscì ad aggiudicarsi il premio Viareggio nel 1937. All’inizio degli anni Quaranta si trasferì a Roma e prese parte alla Resistenza. Dopo la guerra si impegnò in politica nel campo socialista e ridiede vita al premio Viareggio nel 1947.
Fonti
Archivio Centrale dello Stato, Ministero della Cultura popolare, Gabinetto 1926-1945, Fascicolo di personalità e di testate giornalistiche, II versamento, busta 12, fasc. 6
Funzioni, occupazioni e attività
critico letterario, scrittore, fondatore del premio Viareggio
Data (testuale)
- 1898-1985
Bibliografia
Santino Salerno, “Répaci, Leonida”, Dizionario biografico degli italiani, Treccani, vol. 87, 2016
