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Bontempelli, Massimo

Tipologia Persona

Nome completo

Bontempelli, Massimo

Nome

Nome
Massimo
Cognome
Bontempelli

Date di nascita e morte

Data di nascita
12/05/1878
Data di morte
21/07/1960

Biografia

Dopo aver conseguito due lauree, in filosofia e in lettere, all’università di Torino nel 1902, Massimo Bontempelli esordì come insegnante al ginnasio inferiore. Non riuscendo a passare il concorso per l’insegnamento dell’italiano al liceo, nel 1910 abbandonò la carriera scolastica per avviarsi verso il giornalismo, prima a Firenze dove collaborò a «Cronache letterarie» e, dopo la guerra, a Milano, dove scrisse su «Il Secolo» e su «L’Italia futurista». Partecipò alla fondazione del partito futurista e collaborò al suo organo, «Roma futurista».

In parallelo alla carriera giornalistica, si dedicò alla scrittura letteraria. Cominciò a pubblicare le prime opera all’inizio degli anni 1900, dando alle stampe diverse raccolte di liriche e di racconti e una tragedia. Tuttavia, dopo la guerra e con l’avvicinamento alle avanguardie, ripudiò tutta la sua prima produzione, ispirata alla tradizione classicista. Nel 1921 si trasferì a Roma e diventò uno degli intellettuali più influenti nel campo culturale italiano. Collaborò a «Il Mondo» di Giovani Amendola e al «Corriere della Sera». Fece parte dei fondatori del Teatro dell’Arte diretto da Pirandello, che mise in scena Nostra dea, il suo maggiore successo. Alle stesso momento aderì al partito nazionale fascista. Nel 1926 fondò la rivista «Novecento» e il movimento letterario eponimo, che intendeva presentarsi come il migliore interprete del rinnovamento culturale auspicato dal fascismo. Nel 1927 conobbe Paola Masino, che esordì come scrittrice sulla sua rivista, e con la quale iniziò una lunga relazione amorosa. Nel 1930, anche grazie all’appoggio dell’amico Pirandello, venne nominato Accademico d’Italia. Negli anni 1930, co-diresse la rivista di architettura «Quadrante» e «L’Italia letteraria» e pubblicò i suoi romanzi più importanti.

Nel 1938 rifiutò la cattedra di letteratura italiana dell’università di Firenze da cui Attilio Momigliano era stato escluso in seguito alle leggi razziali. Pronunciò un discorso commemorativo per la morte di D’Annunzio nel quale espresse le sue disillusioni nei confronti del regime: fu sospeso per un anno da ogni attività professionale e gli venne ritirata la tessera del partito.

Funzioni, occupazioni e attività

scrittore, critico letterario, Accademico d'Italia (1930)

Data (testuale)

1878-1960

Bibliografia

Alberto Asor Rosa, “Bontempelli, Massimo”, Dizionario biografico degli Italiani, vol. 12, 1971

Anna Baldini, A regola d’arte. Storia e geografia del campo letterario italiano (1902-1936), Macerata, Quodlibet, 2023.