Antichi avori africani nelle collezioni Medicee, 1
Tipologia Fonte testuale
Datazione
- Data (da)
- 01/09/1975
- Data (a)
- 31/10/1975
Tipologia di fonte
- Secondaria
Tipologia di testo
- Testo critico
Livello di catalogazione
- Nuovo
Responsabilità
- Azione
- Inserimento
- Data
- 16/01/2026
- Compilatore
- Rachele Zanone
Sede
- Periodico specializzato
Titolo
- Antichi avori africani nelle collezioni Medicee, 1
Tipologia titolo
- originale
Descrizione
Articolo di Ezio Bassani intitolato Antichi avori africani nelle collezioni Medicee, 1 comparso sulla rivista «Critica d'Arte», diretta da Carlo Ludovico Ragghianti, a. XL, fascicolo 143, settembre-ottobre 1975, pp. 69-80.
Data (testuale)
- settembre-ottobre 1975
Analisi fonte testuale (AI)
- 1) Extra Europeo: "L'osservazione vale anche, e soprattutto, per le collezioni Medicee di Firenze dove, ad esempio, la presenza di oggetti etnografici stava ad indicare, non tanto una predilezione per i curiosa quanto un interesse già scientifico per i paesi extraeuropei." | Indigeno: "Lo studio degli antichi oggetti africani è indispensabile per definire lo sviluppo diacronico delle arti africane in mancanza di una tradizione scritta indigena, mi è sembrato utile tentare di colmare il vuoto d’informazioni relativo ai reperti italiani." | "Berretti come questi, chiamati dagli indigeni mpu sono citati anche in antiche cronache portoghesi e di missionari che operavano nelle regioni del Congo." | Naturale: "Sembra non vi possano essere dubbi che si tratti di una tromba africana, del tipo che i francesi definiscono « trompe traversière », aerofono ad ance naturali perché le labbra del suonatore, vibrando, assolvono a questa funzione." | "La parte superiore del corno è quasi cilindrica anziché conica secondo la forma naturale della zanna, farebbe pensare che l’oggetto provenga da una regione sud-occidentale dell’attuale Zaire." | Orientale: "Lo strumento del Museo di Cluny, n. 28 d’inventario, lungo cm. 70, faceva parte della collezione di A. du Sommerard ed è stato acquisito dal Museo nel 1843 come « olifant oriental »." | Primitivo: "Pettazzoni giunge alle sue conclusioni in parte perché probabilmente suggestionato dagli studiosi dell’epoca che tendevano ad assegnare al Benin ogni manifestazione d'arte africana non « primitiva », ma anche sulla base di alcuni riscontri formali che presentano però dei punti deboli." | Tradizionale: "Ritengo illuminante un confronto tra i corni e gli oggetti su cui è visibile la persistenza sino ai nostri giorni dei motivi decorativi tradizionali presenti sui corni di cui si sta trattando." | "Scultura lignea di una maternità con il dorso tatuato con i motivi tradizionali, conservata al Museo di Tervuren e analizzata nel corso della ricerca." | Tribale: "In calce viene citata la fotografia di una donna della tribù Yombe Basso Congo con il dorso tatuato, elemento di confronto iconografico fondamentale per l'analisi dei motivi decorativi riscontrati sugli oggetti." | Preistorico: "Il British Museum di Londra possiede una di queste trombe in bronzo di età preistorica (tarda età del bronzo), inv. 54-12-27-45, raccolta a Dunmanway nella Contea di Cork in Irlanda." | "Poiché sappiamo di relazioni preistoriche tra l'Africa nord-orientale e l'Irlanda, questo fatto altrimenti incomprensibile non è miracoloso secondo quanto riportato dagli studi di Curt Sachs." | Etnico: "L'osservazione vale anche per le collezioni Medicee di Firenze dove la presenza di oggetti etnografici stava ad indicare un interesse già scientifico per i paesi extraeuropei." | "Non si hanno indicazioni degli strumenti nell’Inventario della Tribuna del Palazzo degli Uffizi del 1589 dove pure erano conservati numerosi oggetti etnografici."
