Archivio Digitale  Straniere

Primo spazio: il volume Benessere Lingue Migrazioni (a cura di Tiziana de Rogatis)

Tipologia Progetto

Titolo

Primo spazio: il volume Benessere Lingue Migrazioni (a cura di Tiziana de Rogatis)

Descrizione progetto

Questo volume open acces (Benessere Lingue Migrazioni. Metodi integrati tra medicina narrativa e storytelling in un protocollo linguistico), scaricabile al link https://edizioni.unistrasi.it/volume?id_sez=1360,  è il risultato del lavoro di un trio interdisciplinare dell’Università per Stranieri di Siena, nato grazie ad un progetto europeo triennale dell’ecosistema sanitario toscano (il THE = Tuscany Health Ecosystem – spoke 10/5) che è parte del PNRR (il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, avviato in Italia dal 2021). Le autrici di questo volume sono Tiziana de Rogatis, Alberica Bazzoni e Andreina Sgaglione. Poiché queste studiose sono le stesse che hanno creato il sito (Benessere Lingue Migrazioni. Risorse e metodi di medicina narrativa per un archivio dei traumi migratori) all’interno del quale si trova questo primo spazio, puoi trovare le loro bio e foto nella sezione Team di progetto (seconda pagina del sito).  Le risorse e i metodi contenuti in questo volume nascono dall’incrocio interdisciplinare tra una ricerca applicata e un’articolata metodologia. La ricerca applicata è un lavoro sul campo nelle classi di lingua di tre luoghi toscani dell’accoglienza, tre associazioni di volontariato o semi-volontariato laico o cattolico.  

   Il  libro e l’archivio sono strettamente interconnessi. Questo forte legame di causa-effetto  è sottolineato anche dal fatto che il libro ha un titolo identico a quello dell’archivo (Benessere Lingue Migrazioni), mentre il sottotitolo è diverso: Metodi integrati tra medicina narrativa e storytelling in un protocollo linguistico.

   Come a questo punto saprai come ospite di questo sito, l’archivio  è strutturato sulla base di una metodologia architettonica, con schede che fungono da “stanze”: grandi involucri esperienziali il cui titolo tematico è ricavato dalla ricerca sul campo (per esempio: la stanza del benessere e della salute, la stanza delle valigie e delle migrazioni, la stanza dei linguaggi, la stanza dei sogni e dei desideri). All’interno delle stanze, troverai due tipi di risorse, coerenti con il tema della stanza: gli strumenti e i materiali. Diversi strumenti rimandano direttamente alle risorse proposte nel libro, con rinvii specifici alle attività elaborate per le persone immigrate. I materiali sono invece le interazioni delle persone immigrate con queste stesse attività. Si tratta di audio, testi e  disegni, che sono stati da noi raccolti, selezionati sulla base del criterio tematico delle stanze e infine caricati nel sito.

Approfondimento

La struttura del libro

Il progetto del libro è articolato da una introduzione, a cura di Tiziana de Rogatis, ed è poi distribuito in due parti. Nella prima parte, Tiziana de Rogatis e Andreina Sgaglione presentano con due diversi contributi e con la relativa bibliografia  i metodi e le risorse da loro elaborati per le classi di livello A2 e B1. I loro due contributi introducono quindi le risorse stesse, insieme alla loro guida. Nella seconda parte, Alberica Bazzoni presenta i metodi e le risorse da lei elaborati all’interno dei laboratori di storytelling, con la relativa bibliografia. Alle risorse fanno seguito le testimonianze di quattro donne immigrate che hanno partecipato ai laboratori e le testimonianze di due mediatrici interculturali che li hanno supportati in alcune fasi. Dal momento che il tema e l’obiettivo del libro hanno hanno oggi un’importanza globale e dialogano con un dibattito internazionale, il volume è bilingue ed è pensato quindi anche per un pubblico anglofono (e in futuro anche per un pubblico di altre aree linguistiche).

Lo scopo e i destinatari del libro

Le risorse proposte dal libro sono costruite al tempo stesso come un monitoraggio della condizione di benessere e/o malessere delle persone immigrate e come una esperienza immersiva che le persone immigrate possono vivere nelle loro storie di migrazione, nei modi linguistici attraverso i quali i loro corpi raccontano o silenziano questa storia di migrazione.  I destinatari elettivi di questo volume sono i/le docenti delle classi di lingua per persone immigrate come pure i/le docenti che insegnano nella scuola a studentesse e studenti che hanno l’italiano come seconda lingua (gli studenti L2). Il libro non è rivolto tuttavia solo a loro. Questo libro può essere utile anche a operatori/rici sanitari/ie ai mediatori/rici interculturali che accolgono e si occupano nei diversi contesti delle persone immigrate. Essendo il volume bilingue, i suoi destinatari non sono solo nazionali ma internazionali.

Il nesso benessere lingue migrazioni al centro di questo libro

Nel contesto migratorio, la prima declinazione del benessere è linguistica. Come sottolinea la scrittrice indiano-americana Jhumpa Lahiri, «quando si vive senza la propria lingua ci si sente senza peso e, allo stesso tempo, sovraccarichi»: «si respira un altro tipo di aria, a una diversa altitudine»; «si è sempre consapevoli della differenza» (Lahiri 2015:  96-97). Il benessere linguistico nel contesto migratorio richiede quindi prima di tutto di parlare delle lingue al plurale, di intercettare cioè il punto di incontro tra queste lingue, di non rimuovere – come quasi sempre accade - l’esistenza delle lingue di origine e il loro enorme potenziale affettivo. Le lingue vanno visualizzate come una terra di mezzo: uno spazio cognitivo ed espressivo della persona immigrata, all’interno del quale si incontrano la/le lingua/e di origine o madrelingua del Paese di origine, la lingua di adozione del Paese di accoglienza, i diversi modi corporei connessi a queste lingue e il repertorio espressivo degli altri linguaggi comunicativi e/o creativi di ogni persona.

Dal punto di vista della nostra ricerca, il benessere ha una qualità estremamente dinamica, perché nel contesto migratorio esso si aggancia a storie di metamorfosi, a storie di persone in movimento. Da questa prospettiva, un altro tratto dinamico del benessere potenziato dalle migrazioni è quindi quello trasformativo del cambiamento, inteso come processo di crescita articolato nel tempo (Heshmati et alii 2024: 3), un processo prima di tutto linguistico.

Il termine protocollo usato nel sottotitolo di questo libro vuole evocare una procedura linguistica del benessere. I/le partecipanti hanno accolto le attività da noi proposte con grande entusiasmo, manifestando il desiderio che il percorso non giungesse al termine. Si sono spesso e in modi diversi dichiarati profondamente gratificati, riconosciuti e accolti. Abbiamo registrato un analogo riscontro da parte dei docenti di quelle stesse classi, che hanno spesso seguito e coadiuvato le lezioni esprimendo il desiderio di proseguire l’esperienza.   Le reazioni dei/delle partecipanti alle classi e ai laboratori di storytelling incluse in questo volume testimoniano che l’entusiasmo verso queste risorse ha una sua specifica qualità. Da queste reazioni emerge che le risorse del libro non monitorano semplicemente il benessere, ma lo generano. Anche attraverso la cornice corale della classe, le risorse attivano i meccanismi neurocognitivi della consapevolezza e dell’empatia, che sono le stelle più luminose nella galassia interconnessa del benessere (Davidson/Shuyler 2015: 95).

La metodologia

La metodologia del volume è al tempo stesso eterogenea e coesa, perché se per un verso riprende categorie e temi da diverse discipline, per l’altro li aggrega grazie al filtro della medicina narrativa, vale a dire la disciplina che permette di «riconoscere, recepire e interpretare le storie di malattia e di reagirvi adeguatamente» (Charon 2019: 1). Noi abbiamo interpretato «le storie di malattia», valorizzate da Charon, nel senso ampio delle sofferenze migratorie, delle vulnerabilità dello sradicamento: è il «vissuto soggettivo» del malessere, che secondo la medicina narrativa è la potenziale premessa della malattia vera e propria (Conferenza di Consenso 2015: 13). Attraverso la medicina narrativa e attraverso l’intenso filtro empatico delle sue storie, abbiamo ripreso temi e punti di vista degli studi sul trauma, dell’health literacy, dell’etnopsicologia, dell’etnopsichiatria, dell’antropologia, della mediazione interculturale, della sociologia, del femminismo, delle questioni di genere e del dibattito multiculturale.