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Le notti bianche di Leningrado

Tipologia Fonte testuale

Datazione

Data (da)
01/07/1967

Tipologia di fonte

Primaria

Tipologia di testo

Articolo

Responsabilità

Azione
Inserimento
Compilatore
Yasmin Riyahi

Sede

Periodico generalista

Titolo

Le notti bianche di Leningrado

Tipologia titolo

originale

Descrizione

Articolo apparso su «Il Corriere della Sera», dove Cesare Brandi descrive le sue prime impressioni approdato in città, colpito dal paesaggio e dalla presenza di architetti italiani.

Data (testuale)

1 luglio 1967

Analisi fonte testuale (AI)

1) Elementare: "La notte si addensa, le finestre illuminate sembrano occhi di fuoco, le nuvole basse parlavano un linguaggio elementare e purissimo." | Magico: "Il rapporto fra l'astratto e il magico, quel segreto rapporto che è rimasto aderente, come la pelle all'osso, sulla filiera prospettica di Pietroburgo." | Naturale: "Leningrado non c'è nulla, per volontà di Pietro il Grande, di naturale: un'architettura nata e cresciuta sul suo terreno, naturale come le betulle o i canneti." | Orientale: "L'effetto complessivo di questa architettura è quasi un'impronta orientale, ma che lascia ben poco luogo agli architetti." | "Nessun apparecchio di linea, tranne quelli del blocco orientale, può atterrare o decollare al Cairo, in questa prima settimana di luglio." | Popolare: "Chagall ha voluto fare dono alla Francia, suo paese d'adozione, di un'opera così vasta e così segretamente popolare: settantasette tele, guazzi e disegni." | Straniero: "Un altro illustre ottantenne straniero, Marc Chagall, ha voluto fare dono alla Francia, suo paese d'adozione, un po' per ringraziare la nazione che lo aveva ospitato." | "Mentre le voci degli stranieri fuggiti si rincorrono nei corridoi degli alberghi, i russi sono chiusi in casa, e fuori si sentono solo i passi dei soldati." | Tradizionale: "I primi dodici si riferiscono alla Genesi e all'Esodo; sono tele di grande formato. È un ciclo coerente che è rimasto aderente alla tradizione."